La Costituzione tradita
09.04.2013 18:24
Associazione





Di Antonio Casolaro
Erano le 21 circa quando siamo giunti a Sant’Antimo per assistere all’incontro organizzato e ospitato dall’ Associazione Agorà con la partecipazione dell’associazione “La Terra dei Fuochi”. Il Nostro iniziale scetticismo dovuto alla tarda ora in cui era fissato l’incontro è stato subito spazzato via alla vista di una sede affollatissima e carica di fermento attivista. La presentazione di rito spetta ai ragazzi di Agorà con Salvatore Todde, coordinatore giovanile e il segretario Giuseppe Italia i quali introducono il discorso sulla tragica situazione roghi tossici e rifiuti speciali in Campania, con particolare attenzione all’area a Nord di Napoli. Prende poi la parola Angelo Ferrillo, storico leader dell’associazione “La Terra dei Fuochi”, in una sala gremita all’inverosimile e l’iniziale leggerezza del clima lascia il campo alla sconcertante situazione raccontata con lucido e dettagliato realismo. Ferrillo parte dalle origini della sua associazione spiegando come la stessa riprendendo le orme segnate da Legambiente ha avuto l’idea innovativa di creare un portale di informazione e sensibilizzazione del problema roghi dove raccogliere in tempo reale denunce e segnalazioni; un grande archivio del disastro ambientale che lui definisce il più grande e drammatico della storia d’Italia (www.laterradeifuochi.it). Un disastro fin troppo spesso attribuito semplicisticamente alle ecomafie ma che in realtà interessa l’intero comparto industriale italiano e quindi il governo stesso, incapace per decenni di darsi una politica industriale che ponga finalmente il problema smaltimento dei rifiuti speciali come punto centrale dello sviluppo settoriale. Dalle piccole alle grandi aziende, passando anche per le attività commerciali, e cioè l’intero sistema industriale produce i 4/5 dei rifiuti speciali campani a cui si aggiunge la grossa fetta di industrie che producono e ovviamente smaltiscono al nero i loro rifiuti. Tutto questo in assenza di una precisa politica industriale di salvaguardia del territorio e di recupero virtuoso dei rifiuti finisce nelle campagne nostrane, interrato o dato alle fiamme, e quindi nelle nostre tavole, nel nostro sangue fino ai nostri geni. Quando Ferrillo espone i numeri della catastrofe il gelo è calato già da un po’ nella sala gremita: su 355 cartelle cliniche esaminate dall’istituto Pascale di Napoli il direttore del reparto di oncologia segnala un pauroso aumento di malattie neoplastiche del 45% in 5 anni! Una macabra contabilità con cui in campania la gente fa i conti ogni giorno ma che supportata dalle parole di un primario assurge ad agghiacciante monito per tutti. In Campania si mangia si beve e si respira veleno, da decenni, con una incidenza dei tumori fino a 4 volte la media nazionale, ma il picco dell’epidemia, ci assicurano, ancora deve arrivare. Quando dalla platea qualcuno chiede a Ferrillo cosa ne pensa del Registro dei Tumori e del cosiddetto Sistri (sistema di tracciabilità dei rifiuti) lui pacatamente risponde che si tratta di meccanismi di controllo sicuramente importanti ma in una situazione di normalità, e cioè in una società civile che ha a cuore la salvaguardia del territorio e della salute e un piano di smaltimento nazionale dei rifiuti industriali, ma che rappresentano uno specchietto per le allodole in una situazione disastrosa come quella attuale. Spesso, ci spiega Ferrillo, risultano vani anche gli sforzi economici per incrementare la raccolta differenziata dal momento che non è certo la dispersione del rifiuto solido urbano il maggior responsabile dell’epidemia di tumori che sta travolgendo la campania. Lo scetticismo riguarda anche l’organizzazione dei soliti tavoli istituzionali, con tanti illustri commensali ma poca sostanza, con i quali per anni la pubblica amministrazione ha rallentato o addirittura boicottato i cittadini e i comitati ecologisti allontanando nel tempo decisioni invece urgentissime. «Bisogna fare pressione sulle istituzioni locali e nazionali dall’esterno e non ammaestrando e ingabbiando la protesta seduti ad un tavolo con gente che fa finta di non sapere che da decenni in Campania si sversano e bruciano rifiuti a ritmi paurosi» puntualizza Ferrillo «dobbiamo così continuare a sensibilizzare la popolazione affinchè un giorno il malgoverno non si trovi di fronte solo poche sparute associazioni a fronteggiarlo, ma un vero e proprio tsunami umano».
Di Antonio Casolaro
Nel giorno della sua elezione a Presidente della Camera dei Deputati, l'Onorevole Laura Boldrini, ha approcciato al suo delicato ruolo istituzionale, con un invito a difendere la nostra Costituzione e considerarla come "la più bella del mondo".
Personalmente utilizzo l'aggettivo "bello" per definire un quadro, un gioiello, un film visto al cinema..( anche se di questi tempi è difficile...) mentre in riferimento alla nostra Carta Costituzionale, preferisco lasciare perdere la retorica aggettivale e valutare se la politica con la sua legiferazione ordinaria vada effettivamente ad attuare le finalità istituzionali dedotte nella stessa Norma Fiondamentale......
ed a ben vedere ... anzi a vedere anche in maniera appena superficiale... le direttrici di diritto costituzionale sono state negli ultimi 2 decenni completamente disattese dai nostri Parlamenti....e continuando come da prospettiva resa alla "politica" dall'altro presidente neo-eletto..quello del Senato... lo saranno ancora per un bel po' !!
Ed allora ci si domanda, come possa il Presidente Boldrini far riferimento alla Costituzione, e decantarne la "bellezza" senza rendersi conto che allo stato risulta più che inapplicata.
In realtà è fin troppo semplice comprendere che con la ratifica dei trattati di Maastricht e di Lisbona, e con l'adesione al MES....ed il persistere nelle "politiche" dettate dai detentori dell'emissione della moneta unica, la Costituzione che vorrebbe "la disciplina e la tutela del risparmio come dovere della Repubblica"... rimane LETTERA MORTA.
Ma allora la Boldrini, ci fa o ci è ?? Ha capito oppure no, che senza recupero della SOVRANITà MONETARIA con contestuale uscita dall' Euro non è e non sarà possibile perseguire le direttive costituzionali a discapito delle direttive UE..che non sono certo connotate delle stesse idee sociali del nostro Ordinamento Repubblicano...?
Insomma, come fa a ritenere possibile la garanzia di una sanità gratuita ed efficiente per tutti i cittadini italiani, quando le politiche legate all'UE ed ai padroni dell'emissione monetaria privata... vanno in tutt'altra direzione ?
Come si potrà far ripartire l'economia reale, le opere pubbliche, il lavoro delle nostre imprese.... se il credito non viene concesso dalle banche che non hanno più vincoli di mandato da parto dello Stato Italiano...( come appunto prescrive la Costituzione ) ??
Potremmo continuare con una serie lunghissima di domande per manifestare la stridente contraddizione in cui versa chiunque ..e soprattutto quando lo fa da uno scranno istituzionale ... volendo a tutti i costi manifestare lode alla Carta e volontà di perseguire la strada dei trattati UE...ma ci asteniamo dal farlo poichè la situazione è abbastanza chiara....
e alla neo-eletta Presidente vogliamo solo dire "grazie" per averci ricordato che dobbiamo difendere i nostri diritti e la nostra Costituzione.... non se ne preoccupi, NOI IL POPOLO, lo faremo.
Alessandro Eros D'Alterio